Uno spaventoso viaggio nell’oscurità e nell’orrore

RECENSIONE

Nel vasto regno della letteratura dell’orrore e del fantastico, ci sono pochi autori che possono competere con la maestria di William Hope Hodgson. Con opere come La casa sull’abisso (che la casa editrice Fanucci ripropone nella collana Piccola biblioteca del fantastico) Hodgson varca gli orizzonti dell’immaginazione umana e approda in mondi ben oltre qualsiasi comprensione. Opera più volte citata da un altro gigante dell’horror moderno: H.P. Lovecraft, La casa sull’abisso è un vero e proprio viaggio all’inferno, un precipitare senza fine in un pozzo nero e senza fondo.

La storia inizia dal ritrovamento di un manoscritto da parte di due amici (il narratore Berreggnog e il suo amico Tonnison) che, per trascorrervi le vacanze, giungono nei pressi di Kraighten, un villaggio all’estremo limite dell’Irlanda occidentale. Il manoscritto si intitola proprio “La casa sull’abisso” e l’autore è un anziano asociale, proprietario di una casa che si erge su un dirupo roccioso, circondata da un paesaggio spettrale che termina in uno strapiombo senza fine.

Ritiratosi assieme alla sorella Mary e al fido cane Pepper in questa spettrale e remota dimora, l’uomo è costretto ad affrontare situazioni che sfidano ogni possibile spiegazione razionale. Il protagonista, senza nome, si trova abbandonato a se stesso, lontano dalla civiltà e costretto a fare i conti con un’oscurità inscrutabile che si nasconde nelle profondità dell’abisso che circonda la casa e che sembra essere presente anche nei sotterranei del grande maniero.

La maestosità di La casa sull’abisso è amplificata dall’ambientazione: una delle più inquietanti e riuscite della storia della letteratura. La comparsa di grottesche ed orribili creature dalle sembianze suine è soltanto l’inizio della spirale che sta per avvolgere la casa e tutti i suoi abitanti.

L’orrore cosmico” è un tema ricorrente nell’opera di Hodgson, e La casa sull’abisso non fa eccezione. Durante la lettura, il lettore viene catapultato in un regno in cui la paura, l’angoscia e l’aurea di mistero dominano per intero la narrazione. Il protagonista affronta oscure creature provenienti da altri mondi, che sembrano intrappolare senza via d’uscita la sua mente e il suo spirito in un labirinto di incubi e visioni soprannaturali.

Le descrizioni di Hodgson trasmettono un senso di terrore primordiale che agiscono direttamente sull’animo umano e nella sua essenza più profonda. Non meno sorprendente è l’abisso interiore col quale l’anonimo personaggio principale è costretto a confrontarsi, con un confronto continuo con sé stesso, nel tentativo di non perdere l’ultimo barlume di ragione rimasto.

L’autore mette magnificamente in scena la battaglia tra la ragione e l’indeterminato, rappresentando la contesa tra la consapevolezza umana e l’ignoto inspiegabile. Mentre la mente del protagonista esplora le tenebre dell’universo, anche il lettore è chiamato a confrontarsi con le proprie paure nascoste, e a interrogarsi sulla natura della realtà e dell’esistenza stessa.

William Hope Hodgson, con La casa sull’abisso, mette in evidenza tutto il potere dell’immaginazione e del terrore come strumenti liberatori rispetto ad una percezione limitata del mondo sensibile. Ancora oggi, dopo oltre un secolo dalla sua pubblicazione, il capolavoro di Hodgson continua ad appassionare milioni di lettori e a mantenere vivo il ricordo di uno dei padri del genere horror.

E tu, ti senti pronto per guardare nell’abisso?

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