Il Secondo ciclo egizio di Wilbur Smith, HarperCollins, “Il canto del cigno del maestro del romanzo d’avventura”

La trilogia del “Secondo ciclo egizio”, pubblicata postuma, e composta dai volumi: Il nuovo regno (2021), Lotta fra titani (2022) e Il segreto di Imhotep (2023), è l’ultima ed entusiasmante serie di romanzi scritta dal maestro dell’avventura: Wilbur Smith – scomparso proprio nel 2021 all’età di 88 anni.

LA RECENSIONE

I tre romanzi raccontano le vicende di Piay, un giovane scriba che scopre di essere il discendente di Taita, il leggendario architetto e mago che ha servito il faraone Mamose durante le vicende del “Primo ciclo egizio” (serie precedente composta da ben sette volumi). Piay si trova così a dover affrontare numerose sfide e pericoli, tra cui la minaccia degli Hyksos, l’oscuro culto che venera l’ascesa di una nuova divinità, e i seguaci di dell’onnipotente Seth, dio egizio del caos. Lungo il suo cammino, Piay incontrerà, tra gli altri, personaggi storici realmente esistiti: come il faraone Ahmose, la regina Hatshepsut, il generale Thutmose e il sacerdote Imhotep. E vivrà avventure mozzafiato in luoghi esotici e leggendari come l’antica Babilonia, Sidone, Creta e l’Etiopia.

Per chi conosce già lo stile di Smith, avendo letto qualche suo vecchio romanzo, si può sottolineare come la narrazione sia fluida e precisa, proprio come lo scrittore sudafricano ha abituato i suoi fan, fin dal suo primo lavoro. I colpi di scena sono inseriti nei punti giusti e riescono a creare una sensazione di totale coinvolgimento. I personaggi, anche i più marginali, sono ben caratterizzati e le ambientazioni sono varie e ricche di dettagli affascinanti. Smith dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, una profonda conoscenza storica dell’antico Egitto, e la miscela sapientemente ad una passione personale molto evidente.

I tre volumi, per quanto lo stile sia pressoché il medesimo, hanno un’atmosfera sensibilmente diversa, che porta ogni romanzo ad essere la perfetta prosecuzione del precedente; un po’ come J.R.R. Tolkien aveva fatto in maniera riuscitissima con il suo capolavoro immortale: Il Signore degli Anelli. Questo significa, ovviamente, che è pressoché obbligatorio possedere e leggere la trilogia nella sua interezza, e sarebbe consigliabile recuperare i romanzi del primo ciclo egizio.

Tutti e tre i romanzi sono stati scritti assieme a Mark Chadbourn: uno scrittore e sceneggiatore inglese molto apprezzato, conosciuto soprattutto per le sue opere di fantascienza, fantasy, horror e storiche. Un autore che sa mescolare con sagacia generi profondamente diversi, rendendolo così un partner perfetto per il maestro del romanzo di avventura.

Con la chiusura di questo suo ultimo ciclo letterario, Wilbur Smith si conferma dunque come uno dei più importanti e prolifici scrittori al mondo, con oltre 140 milioni di copie vendute e tradotte in più di trenta lingue. Dedicando gran parte delle sue opere all’Africa, sua terra natale, e alla sua storia, cultura e natura.

Sarebbe stato difficile chiudere la sua sterminata produzione letteraria con romanzi di migliore fattura di quest’ultima trilogia. Con queste sue opere l’indiscusso maestro dell’avventura, Wilbur Smith, saluta i propri lettori, lasciando in eredità una mole enorme di spunti sui quali cresceranno nuove generazioni di scrittori, continuando così l’onda lunga di quel genere che tanto ha appassionato e tanto continua ad appassionare.

Scrivi una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeTelegramTikTok