Una ragazza brillante – Un film necessario, intenso; un piccolo gioiello

La storia segue Liane (Malou Khebizi), una diciannovenne che vive con la madre e la sorella minore a Fréjus, nel sud della Francia, a pochi passi dalla Costa Azzurra. Ossessionata dal proprio aspetto e dal sogno di diventare famosa, Liane vive in una costante lotta tra desiderio e frustrazione. Convinta che la notorietà sia la chiave della felicità, decide di partecipare al reality show “Miracle Island”, sperando che possa essere il trampolino di lancio per una nuova vita. Ma la strada verso la celebrità è tutt’altro che luminosa.

“Una ragazza brillante” è un film del 2024 scritto e diretto da Agathe Riedinger, con: Malou Khebizi, Idir Azougli, Andrea Bescond, Ashley Romano, Alexis Manenti, Kilia Fernane, Léa Gorla, Alexandra Noisier, Antonia Buresi, Sandra Bijou, Francesca Giromella, Guillaume Verdier.

Da quando ho memoria, ho sentito dire dagli adulti frasi come: “i giovani d’oggi chi li capisce”, oppure “non vogliono sacrificarsi, vogliono tutto e subito”. E ora che sono diventato – diciamo – “diversamente giovane”, mi rendo conto di comprendere ben poco delle nuove generazioni. La loro scala di valori mi sfugge, la loro fame di visibilità mi spiazza.

Raccontare i Millennials e la Generazione Z al cinema è una sfida enorme, ma anche un terreno fertile per chi sa guardare oltre i cliché. Negli ultimi anni i tentativi non sono mancati, spesso però con risultati modesti.

Un anno fa, proprio a Cannes, aveva colpito “How to have sex”, vincitore della sezione Un Certain Regard, per la capacità della regista esordiente di affrontare il tema della sessualità adolescenziale con sguardo lucido e delicato. Quest’anno, invece, è toccato a “Una ragazza brillante”, che porta in scena Liane, una diciannovenne tanto determinata quanto ingenua, disposta a tutto pur di raggiungere la fama.

Liane vive nel mito della celebrità: crede che partecipare a un reality possa cambiare la sua vita e che la chirurgia estetica sia un passo naturale verso la realizzazione personale. Ma dietro la sua determinazione si nasconde una fragilità disarmante, acuita da un rapporto difficile con la madre e da una tenera storia d’amore che scivola via tra le dita, quella con Dino, un ragazzo ruvido ma sincero.

Ridurre “Una ragazza brillante” a un film di denuncia o a un semplice dramma generazionale sarebbe un errore. Riedinger costruisce un ritratto complesso e umano, un puzzle fatto di luci al neon, silenzi, ambizioni e ferite. Ogni scena è un frammento di un’identità in formazione, un piccolo pezzo di un diamante ancora grezzo, appunto.

Per tono e linguaggio visivo, il film ricorda molto “Reality” di Matteo Garrone: stesso sguardo sospeso tra sogno e ossessione, stessa tensione tra autenticità e artificio. Liane vacilla, dubita, ma resta tenace e coerente fino alla fine.

Il finale aperto lascia spazio all’immaginazione dello spettatore, ma il messaggio è chiaro: alle ragazze deve essere data la libertà di sognare, sbagliare e ricominciare. Solo così la loro luce potrà emergere in tutta la sua forza, come quella di un diamante appena estratto.

In sintesi, “Una ragazza brillante” è un film necessario, intenso, che guarda dritto negli occhi la generazione dei social e dei reality, senza giudicarla ma provando a capirla. Una piccola gemma del cinema francese contemporaneo.

SINOSSI

La storia segue Liane (Malou Khebizi), una diciannovenne che vive con la madre e la sorella minore a Fréjus, nel sud della Francia, a pochi passi dalla Costa Azzurra. Ossessionata dal proprio aspetto e dal sogno di diventare famosa, Liane vive in una costante lotta tra desiderio e frustrazione. Convinta che la notorietà sia la chiave della felicità, decide di partecipare al reality show “Miracle Island”, sperando che possa essere il trampolino di lancio per una nuova vita. Ma la strada verso la celebrità è tutt’altro che luminosa.

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